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日志


2月23日

riunione

 
questa sera 23-02 presso la sede della Lega Nord di casole d'elsa alle ore 21:30 si terrà una riunione. vi aspettiamo
2月21日

al Sig. Ministro rumeno

il ministro degli esteri rumeno, accusa il Governo Iliano di essere xenofobo e razzista, verso i cittadini rumeni, OSPITI, nel nostro paese.
 
Vogliamo ricordare al ministro, anzi dargli qualche numero riguardo ai suoi connazzionali, sempre OSPITI in Italia, che in attesa di lavoro, preferiscono delinquere:
 
FURTI 16558
VIOLENZE SESSUALI 397
RAPINE 1723
LESIONI DOLOSE 1872
OSPITI NELLE CARCERI ITALIANE 30125
 
                                                     NATURALMENTE SI PARLA SOLO DI CITTADINI RUMENI
 
Le ultime cronache non hanno bisogno di commenti tutti i giorni i reati aumentano, le città sono diventate praterie ad uso e consumo del delinquere, sicuri che non sconterrano mai un giorno di galera.
Sig. Ministro se crede che i suoi connazionali siano trattati male organizzi un bel rimpatrio, pagando logicamente tutte le spese sia di trasferimento che quelle carcerarie, perchè l'ultime gravano sulle nostre tasche forse non lo sapeva sig. ministro????, ecco ora è ha conoscensa pertanto agisca di conseguenza si riprenda i suoi angioletti noi ne facciamo volentieri a meno.
 
Segretario comunale
Guarino Natale
2月7日

nuova sede

 
a tutti i casolesi
vi informo che da oggi la lega nord di casole ha la sede in piazza.
 
 
venite a trovarci e se non lo avete gia fatto prendete la tessera di sostenitore 2009
 
saluti casolesi a tutti
1月28日

Casole d'Elsa

 
Siamo a conoscenza di numerose situazioni di immobili abitati senza le necessarie autorizzazioni previste dalle vigenti leggi.
 
Ci riferiamo, in particolare, a varie abitazioni dislocate sul territorio comunale che, pur occupate da molti mesi e qualcuna addirittura da anni, non hanno – ad oggi – le necessarie certificazioni di abitabilità prevista dall’ordinamento.
 
Non comprendiamo come sia stato possibile che l’Amministrazione comunale di Casole abbia potuto concedere numerosi certificati di residenza senza questo indispensabile requisito.
 
Segnaliamo come questo inspiegabile modo di operare del Comune di Casole si rifletta anche sulla possibilità di allaccio delle varie utenze domestiche, quali Enel, telefono, gas, acqua, ecc…
 
Tali utenze godono – tra l’altro – di un regime fiscale agevolato e pertanto è pure ipotizzabile un danno per l’erario.
 
Ci chiediamo – infine – come possano i notai rogitare senza abitabilità e gli istituti di credito erogare mutui.
 
In definitiva, pur comprendendo le delicati implicazioni sociali che potrebbero in qualche modo spiegare talune gravi negligenze, la Lega Nord ritiene deontologico ed ineludibile il pieno rispetto delle normative vigenti, alla base della civile convivenza in piccole e grandi comunità.
 
 
Natale Guarino
Lega Nord - Lega Toscana Casole d'Elsa
 
 
Casole d'Elsa, 27 gennaio 2009
 
1月21日

L’abolizione dell’ICI

Sulla vicenda dell’ICI sulle aziende agricole, adottata nel senese solo a Montalcino ed a Piancastagnaio, la Lega Nord di Siena, grazie all’azione di Francesco Giusti, ha richiesto un intervento ai propri Deputati ed al Ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia.

“Nei prossimi giorni”, afferma Giusti, “le nostre strutture parlamentari e ministeriali forniranno al mondo agricolo dei due comuni, alle Associazioni ed ai rispettivi primi cittadini quelle risposte che i produttori e gli agricoltori si attendono, affrontando il tema della fiscalità rurale”.

L’abolizione dell’ICI sulla prima casa avrà anche ridotto le entrate per i Comuni, ma occorre verificare la legittimità di chi vorrebbe far rientrate a tutti i costi le costruzioni rurali nel novero degli immobili soggetti all’ICI. Infatti, è manifesto però il principio, riconosciuto sia da parte dell’Agenzia delle Entrate che del Territorio, di escludere tali immobili dalla tassazione ICI e non possono certamente bastare delle sentenze della Cassazione a capovolgerlo.

Occorre a tal proposito ricordare che l'ICI sui fabbricati rurali è stata introdotta in modo molto confuso dal Governo Prodi ed è stata una misura del Vice Ministro dell'epoca, Visco. Ci sarà lo spazio in un prossimo provvedimento del Governo per risolvere definitivamente con un'interpretazione autentica questo problema.
 
 
Lega Nord - Lega Toscana
Segreteria Provinciale di Siena
 
 
Siena, 20 gennaio 2009

1月9日

L'ABC DEL DECRETO UNIVERSITA'


>
> È previsto per domani 8 gennaio il varo definitivo della legge di
> conversione del decreto Università da parte dell'aula di Montecitorio.
> Oggi il voto di fiducia. Fra le novità contenute nel provvedimento,
> arriva una Anagrafe nazionale nominativa dei professori ordinari e
> associati e dei ricercatori, con l'elenco delle pubblicazioni
> scientifiche prodotte. Modificata la disciplina della chiamata diretta
> nelle università. Novità anche per il Consiglio nazionale degli studenti
> universitari: cambia la durata del mandato dei componenti, che sale da 2
> a 3 anni. Viene integrato il fondo per il finanziamento dei progetti per
> la realizzazione di alloggi e residenze universitarie per un importo
> pari a 65 milioni di euro e arriva un incremento di 135 milioni di euro
> del fondo di intervento integrativo (articolo 16 della legge 390/1991),
> per garantire la concessione di borse di studio agli studenti capaci e
> meritevoli. Introdotto l'obbligo di pubblicità delle attività di ricerca
> delle università. Ogni anno, in sede di approvazione del conto
> consuntivo relativo all'anno precedente, il rettore presenterà al
> Consiglio di amministrazione e al Senato accademico una relazione
> relativa ai risultati delle attività di ricerca, di formazione e di
> trasferimento tecnologico e ai finanziamenti ottenuti da soggetti
> pubblici e privati. La relazione sarà pubblicata sul sito dell'ateneo e
> trasmessa al ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.
> La mancata pubblicazione e trasmissione saranno valutate anche ai fini
> dell'attribuzione delle risorse finanziarie a valere sul Fondo di
> finanziamento ordinario delle università (Ffo) e sul Fondo
> straordinario, ad integrazione delle disponibilità del Ffo, previsto
> dalla legge finanziaria per il 2008. Il provvedimento prevede anche
> interventi per la qualità del sistema universitario: a decorrere dal
> 2009, una quota non inferiore al 7% del Fondo di finanziamento ordinario
> delle università e del Fondo straordinario previsto dalla Finanziaria
> per il 2008, destinata ad incrementarsi progressivamente negli anni
> successivi, sarà ripartita fra le università in base alla qualità
> dell'offerta formativa e dei risultati dei processi formativi, alla
> qualità della ricerca scientifica, alla qualità, efficacia ed efficienza
> delle sedi didattiche. No all'indizione di procedure concorsuali e di
> valutazione comparativa e no all'assunzione di personale per le
> università statali che alla data del 31 dicembre di ogni anno abbiano
> superato il livello massimo di spesa per il personale di ruolo (legge
> 449/1997), ai sensi del quale le spese fisse e obbligatorie per il
> personale di ruolo delle università statali non possono eccedere il 90%
> dei trasferimenti statali sul Fondo per il finanziamento ordinario delle
> università. Disposizioni per collegare l'incremento stipendiale dei
> professori universitari ordinari e associati a una valutazione da parte
> dell'autorità accademica dell'attività svolta. Ecco, voce per voce, il
> contenuto del provvedimento nell'abc del decreto università.
>
> Anagrafe nazionale nominativa dei professori ordinari e associati e dei
> ricercatori (articolo 3-bis). Arriva presso il ministero
> dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca una Anagrafe nazionale
> nominativa dei professori ordinari e associati e dei ricercatori,
> contenente per ciascuno l'elenco delle pubblicazioni scientifiche
> prodotte. Sarà un decreto del ministro dell'Istruzione, dell'Università
> e della Ricerca a individuare modalità e criteri per la costituzione
> dell'Anagrafe, che non deve determinare nuovi o maggiori oneri per la
> finanza pubblica. L'aggiornamento dell'Anagrafe avrà periodicità
> annuale.
>
> Chiamata diretta nelle università (articolo 1-bis). Nuova disciplina per
> la chiamata diretta nelle università. Gli atenei, nell'ambito delle
> relative disponibilità di bilancio, possono procedere alla copertura di
> posti di professore ordinario e associato e di ricercatore mediante
> chiamata diretta: di studiosi impegnati all'estero da almeno un triennio
> in attività di ricerca o insegnamento universitario, che ricoprano una
> posizione accademica equipollente in istituzioni universitarie estere;
> di studiosi che abbiano già svolto per chiamata diretta autorizzata dal
> ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, nell'ambito
> del "Programma di rientro dei cervelli", un periodo di almeno 3 anni di
> ricerca e di docenza nelle università italiane e conseguito risultati
> scientifici congrui rispetto al posto per il quale ne viene proposta la
> chiamata. Le università devono formulare specifiche proposte al
> ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, che concede
> o rifiuta il nulla osta alla nomina, previo parere del Consiglio
> universitario nazionale (Cun). La procedura si differenzia, invece, per
> la chiamata diretta di studiosi di chiara fama ai fini della copertura
> di posti di professore ordinario, che deve sempre avvenire nell'ambito
> delle disponibilità di bilancio. In questi casi il nulla osta del
> ministro è preceduto dal parere di una commissione nominata dal Cun,
> composta da tre professori ordinari, appartenenti al settore
> scientifico-disciplinare per il quale è proposta la chiamata. La nomina
> dello studioso di chiara fama è disposta con decreto del rettore, con il
> quale è determinata la classe di stipendio sulla base della eventuale
> anzianità di servizio e di valutazioni di merito. Non devono derivare
> nuovi oneri a carico della finanza pubblica. Cambia la composizione
> delle commissioni giudicatrici delle procedure di valutazione
> comparativa per posti di professore ordinario, professore associato e
> ricercatore universitario.
>
> Commissioni giudicatrici (articolo 1, commi da 4 a 9). Il provvedimento
> introduce una disciplina transitoria, che modifica i criteri di
> composizione delle commissioni giudicatrici delle procedure di
> valutazione comparativa per posti di professore ordinario, professore
> associato e ricercatore universitario. Rispetto al quadro normativo
> descritto, la nuova composizione delle commissioni di concorso prevede
> la presenza di un professore ordinario nominato dalla facoltà che ha
> richiesto il bando (su questo punto non si registrano novità) e di 4
> professori ordinari non appartenenti alla facoltà che ha richiesto il
> bando, sorteggiati in una lista di commissari eletti fra i professori
> ordinari appartenenti al settore scientifico-disciplinare oggetto del
> medesimo bando, in numero triplo rispetto al numero dei commissari
> complessivamente necessari nella sessione. L'elettorato attivo è
> attribuito ai professori ordinari e straordinari appartenenti al
> medesimo settore scientifico-disciplinare. L'elettorato passivo per la
> lista spetta ai soli professori ordinari, appartenenti al settore
> scientifico-disciplinare del bando. Il sorteggio viene, quindi,
> effettuato su una lista di commissari eletti in numero triplo rispetto
> al numero dei commissari esterni complessivamente necessari nella
> sessione per lo svolgimento dei concorsi relativi a ciascun settore
> scientifico disciplinare. Se il settore scientifico-disciplinare è
> costituito da un numero di professori ordinari pari o inferiore al
> necessario, la lista è costituita da tutti gli appartenenti al settore e
> può essere integrata mediante elezione di appartenenti a settori affini.
> Fra le novità introdotte nel corso dell'esame al Senato del
> provvedimento, se il numero dei professori ordinari appartenenti al
> settore scientifico-disciplinare oggetto del bando, come integrato dai
> professori ordinari appartenenti ai settori affini, risulti comunque
> inferiore al numero necessario, si procede direttamente al sorteggio. Il
> sorteggio deve garantire, ove possibile, che almeno due dei commissari
> sorteggiati appartengano al settore disciplinare oggetto del bando.
> Previsto che, ove possibile, ciascun commissario partecipi, per ogni
> fascia e per ogni settore, a una sola commissione per ciascuna sessione.
> I nuovi meccanismi di composizione delle commissioni per il reclutamento
> di ricercatori universitari, si applicano in attesa del riordino delle
> relative procedure e, comunque, fino al 31 dicembre 2009. Le commissioni
> per il reclutamento di ricercatori siano composte da: un professore
> ordinario o da un professore associato nominato dalla facoltà che ha
> richiesto il bando; due professori ordinari non appartenenti alla
> facoltà che ha richiesto il bando, sorteggiati in una lista di
> commissari eletti fra i professori ordinari appartenenti al settore
> scientifico-disciplinare oggetto del medesimo bando, in numero triplo
> rispetto al numero dei commissari complessivamente necessari nella
> sessione. L'elettorato attivo è costituito dai professori ordinari e
> straordinari appartenenti al medesimo settore scientifico-disciplinare.
> Il sorteggio è effettuato in modo da assicurare, ove possibile, che
> almeno uno dei commissari sorteggiati appartenga al settore disciplinare
> oggetto del bando. Il meccanismo individuato è, dunque, sostanzialmente
> analogo a quello previsto per i concorsi per posti di professore. Le
> modalità di svolgimento delle elezioni, comprese le elezioni suppletive
> ove necessarie, e le modalità del sorteggio sono stabilite con decreto
> di natura non regolamentare del ministro dell'Istruzione,
> dell'Università e della Ricerca, da adottare entro il 30° giorno
> successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione. È
> comunque previsto che si applichino, in quanto compatibili con il
> decreto, le disposizioni del regolamento del Dpr 117/2000. Con decreto
> del ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca viene
> nominata una commissione a livello nazionale, composta da 7 professori
> ordinari designati dal Cun fra gli appartenenti con il compito di
> sovraintendere allo svolgimento delle operazioni di votazione e di
> sorteggio e provvedere, nella prima adunanza, a certificare i meccanismi
> di sorteggio per la proclamazione degli eletti nelle commissioni dei
> singoli concorsi. Le operazioni di sorteggio sono pubbliche. La
> partecipazione alle attività della commissione non comporta compensi, né
> rimborsi spese. Dall'attuazione delle disposizioni non devono derivare
> oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica. Nuove disposizioni
> relative alle procedure di valutazione comparativa per il reclutamento
> di ricercatori, con i parametri per la valutazione dei candidati. La
> disposizione si applica solo alle procedure bandite successivamente alla
> data di entrata in vigore del decreto. Previsto che la valutazione sia
> effettuata sulla base dei titoli – illustrati e discussi dinanzi alla
> commissione, - e delle pubblicazioni dei candidati, compresa la tesi di
> dottorato. Con decreto del ministro dell'Istruzione, dell'Università e
> della Ricerca, di natura non regolamentare, da adottare entro 30 giorni
> dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto,
> sentito il Cun, saranno definiti i parametri da utilizzare, riconosciuti
> anche in ambito internazionale. Previsti effetti retroattivi: le
> disposizioni di cui al comma 5 si applicano alle procedure di
> valutazione comparativa per il reclutamento dei ricercatori indette
> prima della data di entrata in vigore del decreto, per le quali non si
> sono ancora svolte, alla medesima data, le votazioni per la costituzione
> delle commissioni. Eventuali disposizioni dei bandi già emanati, gli
> atti, le procedure già avviate per la costituzione delle commissioni,
> sia per i posti da professore che da ricercatore, non conformi alle
> disposizioni del decreto, sono privi di effetto. In materia di
> elettorato attivo e passivo dei professori universitari, i professori
> universitari che non usufruiscono del periodo di prosecuzione del
> rapporto di lavoro (articolo 16 del Dlgs 503/1992), conservano entrambi
> gli elettorati ai fini della costituzione delle commissioni di
> valutazione comparativa per posti di professore e ricercatore
> universitario, comunque non oltre il 1° novembre successivo al
> compimento del 62mo anno di età. Possibilità di riapertura del termine
> per la presentazione delle domande di partecipazione alle procedure di
> valutazione comparativa dei professori e dei ricercatori universitari
> per le quali il termine medesimo sia scaduto o sia ancora aperto alla
> data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto. Le
> università possono, infatti, fissare un nuovo termine di scadenza,
> comunque non successivo al 31 gennaio 2009, ferme restando tutte le
> prescrizioni del bando, incluse quelle relative ai termini temporali di
> possesso dei titoli e delle pubblicazioni che i candidati possono
> allegare. Gli enti di ricerca sono esclusi dall'obbligo di ridurre la
> spesa per il personale non dirigenziale di almeno il 10 per cento.
>
> Consiglio nazionale degli studenti universitari (articolo 3, comma
> 3-bis). Cambia la durata del mandato dei componenti del Consiglio
> nazionale degli studenti universitari (Cnsu), che sale da 2 a 3 anni
> (entro questo termine coloro che conseguono la laurea triennale non
> decadono dalla carica qualora si iscrivano a un corso di laurea
> specialistica entro l'anno accademico successivo al conseguimento della
> laurea stessa. Il mandato è rinnovabile una sola volta).
>
> Copertura finanziaria (articolo 4). Per il turn-over per le università
> statali gli oneri sono pari a 24 milioni di euro nel 2009, a 71 milioni
> di euro nel 2010 e a 141 milioni di euro a decorrere dal 2011. Per la
> copertura degli oneri è prevista la riduzione lineare delle dotazioni
> finanziarie delle missioni di spesa di ciascun ministero, secondo gli
> importi indicati nell'elenco 1 allegato al decreto. Escluse dalle
> riduzioni le spese indicate nell'articolo 60, comma 2, del decreto
> legge112/2008 (stipendi, assegni, pensioni e altre spese fisse; spese
> per interessi; poste correttive e compensative delle entrate, comprese
> le regolazioni contabili con le regioni; trasferimenti a favore degli
> enti territoriali aventi natura obbligatoria; fondo ordinario delle
> università; risorse destinate alla ricerca; risorse destinate al
> finanziamento del 5 per mille delle imposte sui redditi delle persone
> fisiche; risorse dipendenti da parametri stabiliti dalla legge o
> derivanti da accordi internazionali) e quelle connesse all'istruzione e
> all'università.
>
> Diritto allo studio dei meritevoli (articolo 3). Agevolazioni per
> garantire il diritto allo studio universitario agli studenti capaci e
> meritevoli. Per il 2009 integrazione del fondo per il finanziamento dei
> progetti per la realizzazione di alloggi e residenze universitarie
> (legge 338/2000), per un importo pari a 65 milioni di euro. Il fondo per
> il concorso dello Stato per interventi per alloggi e residenze per gli
> studenti universitari ha, nella legge di bilancio 2009 (tabella 7), una
> dotazione pari a 44,6 milioni di euro, con una riduzione di 12,5 milioni
> di euro rispetto alla legge di bilancio 2008. Dunque l'ammontare del
> fondo per il 2009 sarebbe di 109,6 milioni di euro. Per il 2009
> incremento del fondo di intervento integrativo (articolo 16 della legge
> 390/1991), per un importo di 135 milioni di euro, per garantire la
> concessione di borse di studio agli studenti capaci e meritevoli. Il
> Fondo di intervento integrativo da ripartire fra le regioni per la
> concessione dei prestiti d'onore e la concessione delle borse di studio
> ha, nella legge di bilancio 2009 (tabella 7), una dotazione pari a 111,9
> milioni di euro, con una diminuzione di 40,1 milioni di euro rispetto
> alla legge di bilancio 2008. Per effetto della disposizione del decreto
> legge, dunque, l'ammontare del fondo per il 2009 sarebbe pari a 246,9
> milioni di euro. Alla copertura finanziaria si fa fronte con le risorse
> del Fondo per le aree sottoutilizzate (articolo 61 della legge
> 289/2002), relative alla programmazione per il periodo 2007-2013 che, a
> tale scopo, sono prioritariamente assegnate dal Cipe al ministero
> dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. A valere sul Fas,
> secondo la modifica introdotta dal Senato, sono previsti 65 milioni di
> euro per l'incremento delle risorse per le residenze e gli alloggi
> universitari e 405 milioni di euro per le borse di studio.
>
> Entrata in vigore (articolo 5). Il provvedimento entra in vigore il
> giorno stesso della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
>
> Ordinamenti didattici delle istituzioni di alta formazione artistica,
> musicale e coreutica (articolo 3-quinquies). In relazione agli
> ordinamenti didattici delle istituzioni di alta formazione artistica,
> musicale e coreutica (Afam) si prevede che con decreti ministeriali
> emanati in attuazione dell'articolo 9 del Dpr 212/2005, siano
> determinati gli obiettivi formativi e i settori artistico disciplinari
> entro i quali le istituzioni, nella loro autonomia, individueranno gli
> insegnamenti da attivare.
>
> Pubblicità delle attività di ricerca delle università (articolo
> 3-quater). Viene introdotto l'obbligo di pubblicità delle attività di
> ricerca delle università. Annualmente, in sede di approvazione del conto
> consuntivo relativo all'anno precedente, il rettore presenterà al
> Consiglio di amministrazione e al Senato accademico una relazione
> relativa ai risultati delle attività di ricerca, di formazione e di
> trasferimento tecnologico e ai finanziamenti ottenuti da soggetti
> pubblici e privati. La relazione sarà pubblicata sul sito dell'ateneo e
> trasmessa al ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.
> La mancata pubblicazione e trasmissione saranno valutate anche ai fini
> dell'attribuzione delle risorse finanziarie a valere sul Fondo di
> finanziamento ordinario delle università (Ffo) e sul Fondo
> straordinario, ad integrazione delle disponibilità del Ffo, previsto
> dalla legge finanziaria per il 2008.
>
> Qualità del sistema universitario (articolo 2). Disposizioni per la
> qualità del sistema universitario: a decorrere dal 2009, una quota non
> inferiore al 7% del Fondo di finanziamento ordinario delle università e
> del Fondo straordinario previsto dalla Finanziaria per il 2008 (articolo
> 2, comma 428), destinata a incrementarsi progressivamente negli anni
> successivi, sarà ripartita fra le università in base alla qualità
> dell'offerta formativa e dei risultati dei processi formativi, alla
> qualità della ricerca scientifica, alla qualità, efficacia ed efficienza
> delle sedi didattiche. Il fattore di valutazione riferito alla sedi
> didattiche non si considera in sede di prima applicazione. La
> ripartizione delle risorse sarà definita con decreto di natura non
> regolamentare del ministro dell'Istruzione, dell'Università e della
> Ricerca, da adottare, in sede di prima applicazione, entro il 31 marzo
> 2009, sentiti il Civr (Comitato di indirizzo per la valutazione della
> ricerca) e il Cnvsu (Comitato nazionale per la valutazione del sistema
> universitario).
>
> Reclutamento in università ed enti di ricerca (articolo 1, commi da 1 a
> 3). Fissati alcuni divieti per le università statali che alla data del
> 31 dicembre di ogni anno abbiano superato il livello massimo di spesa
> per il personale di ruolo (legge 449/1997), ai sensi del quale le spese
> fisse e obbligatorie per il personale di ruolo delle università statali
> non possono eccedere il 90% dei trasferimenti statali sul Fondo per il
> finanziamento ordinario delle università. È previsto che le università
> statali che alla data del 31 dicembre di ogni anno abbiano superato
> questo limite, non possano procedere all'indizione di procedure
> concorsuali e di valutazione comparativa, né all'assunzione di
> personale. Salva la norma che ha prorogato al 31 dicembre 2008 la
> disposizione relativa alle voci di costo da considerare nel computo del
> 90 per cento. Nel corso dell'esame al Senato è stato stabilito che si
> fanno salve, rispetto al divieto posto, le assunzioni relative alle
> procedure concorsuali per ricercatore già espletate e a quelle che si
> stanno espletando, senza che ciò comporti oneri aggiuntivi a carico
> della finanza pubblica. Prorogata ulteriormente al 31 dicembre 2009 la
> norma in base alla quale, ai fini del calcolo del limite del 90% quale
> livello massimo di spesa per il personale sul totale dei trasferimenti
> statali disposti annualmente attraverso il Fondo di finanziamento
> ordinario, non si computano gli incrementi stipendiali annuali e un
> terzo della spesa per il personale convenzionato con il Servizio
> sanitario nazionale. Le università che hanno superato il limite massimo
> di spesa per il personale di ruolo sono escluse dalla ripartizione dei
> fondi relativi agli anni 2008-2009 (articolo 1, comma 650, della
> Finanziaria per il 2007), per l'attuazione del piano straordinario di
> assunzione di ricercatori. Sul fronte del turn-over, fermi restando i
> limiti in materia di programmazione triennale, per il triennio
> 2009-2011, le università possono procedere, per ogni anno, ad assunzioni
> di personale nel limite di un contingente corrispondente a una spesa
> pari al 50% di quella relativa al personale a tempo indeterminato
> cessato dal servizio nell'anno precedente. Viene, dunque, elevato dal 20
> al 50% il limite al turn-over previsto dalla prima formulazione
> dell'articolo 66 del decreto legge 112/2008. Il parametro al quale fare
> riferimento, per le assunzioni di personale nelle università, è
> rappresentato unicamente dalla spesa, e non anche dal numero delle unità
> cessate nell'anno precedente. Vengono fatte salve le assunzioni di
> ricercatori previste in attuazione del piano straordinario di assunzione
> (articolo 1, comma 648, della Finanziaria per il 2007, nei limiti delle
> risorse residue previste dal comma 650). Per le novità in tema di
> turn-over il Fondo per il finanziamento ordinario delle università viene
> integrato nel 2009 di 24 milioni di euro, nel 2010 di 71 milioni di
> euro, nel 2011 di 118 milioni di euro, dal 2012 di 141 milioni di euro.
>
> Valutazione dell'attività di ricerca (articolo 3-ter). Disposizioni per
> collegare l'incremento stipendiale dei professori universitari ordinari
> e associati a una valutazione da parte dell'autorità accademica
> dell'attività svolta. Gli scatti biennali previsti dagli articoli 36 e
> 38 del Dpr 382/1980, destinati a maturare a partire dal 1° gennaio 2011,
> saranno disposti previo accertamento da parte della autorità accademica
> dell'effettuazione, nel biennio precedente, di pubblicazioni
> scientifiche. L'entità dello scatto biennale viene diminuita della metà
> nel caso in cui nel biennio precedente alla valutazione non siano state
> effettuate pubblicazioni scientifiche. I criteri per identificare il
> carattere scientifico delle pubblicazioni sono stabiliti con apposito
> decreto del ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca,
> su proposta del Consiglio universitario nazionale e sentito il Comitato
> di indirizzo per la valutazione della ricerca. Non potranno partecipare
> alle commissioni di valutazione comparativa per il reclutamento
> rispettivamente, di professori di I e II fascia e di ricercatori, i
> professori di I e II fascia e i ricercatori che nel precedente triennio
> non abbiano effettuato pubblicazioni scientifiche.
>
1月7日

casole d'elsa

 
 
A Casole d’Elsa, già da metà dicembre, la Lega Nord, dinanzi al triste scenario politico che si andava configurando, ha fatto una scelta coraggiosa: quella di correre da sola alle Elezioni comunali, slegata da ogni polo e lontana da quegli interessi che alcune associazioni politico – culturali dimostrano di rappresentare.
 
Certo, sarebbe stata meglio una corsa unitaria di tutta la Casa delle Libertà, considerati gli scandali che hanno colpito il nostro Comune negli ultimi tempi, ma gli scenari che si andavano configurando non potevano certo condurre su questa strada.
 
Per una volta, con profondo rammarico, dobbiamo dunque dare ragione al PD casolese. Sappiano, però, i nostri concittadini che, fortunatamente, grazie al Carroccio, un’alternativa vera alle prossime elezioni ci sarà: la Lega Nord.
 
 
Lega Nord - Lega Toscana
Sezione di Casole d'Elsa
 
 
Casole d'Elsa, 5 gennaio 2009
12月20日

BUON NATALE

COORDINAMENTO SEGRETERIE NAZIONALI

 Cari fratelli padani,

si chiude un anno, il 2008, che, per il nostro movimento è stato estremamente positivo e ricco di grandi soddisfazioni per tutti noi.

Abbiamo ottenuto uno storico risultato alle elezioni Politiche, abbiamo trionfato con i nostri candidati dove si votavano comuni o province e abbiamo dimostrato, ancora una volta, che al Nord si vince solo con i voti della Lega, perché la Lega è il partito unico del Nord.

Questi importanti risultati sono arrivati grazie all’impegno profuso da ogni sostenitore, da ogni militante, da ogni singola sezione, da ognuno di noi.

Lavorando tutti insieme, con la guida del nostro segretario Umberto Bossi,  siamo riusciti a far sentire forte e chiara la voce del Nord, portandola nei palazzi di Roma, dove, adesso, finalmente, la questione settentrionale è diventata una priorità, come dimostra l’iter rapido che sta avendo in Parlamento la riforma che porterà all’introduzione del federalismo fiscale.

Una riforma che potrà essere legge già in primavera, quindi a meno di un anno dall’insediamento del Governo!

E in questi primi mesi di attività del Governo abbiamo già fatto molto per il Nord, grazie alla determinazione dei nostri ministri e dei nostri parlamentari: sono stati varati importanti provvedimenti per il contrasto all’immigrazione e per aumentare la sicurezza nelle nostre città, abbiamo difeso, anche in sede europea, i nostri agricoltori e i nostri allevatori, sono state inserite nel decreto sulla crisi economica importanti misure per sostenere le nostre piccole e medie imprese, i nostri artigiani e i nostri commercianti e per aiutare concretamente le famiglie ad arrivare a fine mese.

Non solo, abbiamo fatto partire con la marcia giusta il treno del federalismo, un treno che corre veloce sul binario del cambiamento, insieme ad altre riforme, come quella per la semplificazione delle leggi e della burocrazia, che ha già prodotto un primo risultato significativo ovvero un risparmio complessivo di più di 5 miliardi di euro ed un ulteriore risultato con la cancellazione di oltre 36 mila leggi.

Sono i primi importanti risultati di un percorso di cambiamento e di riforme che porteremo avanti, con decisione e senza interruzioni, nel 2009 e negli anni successivi.

Proprio il 2009 che si sta per aprire sarà un anno intenso e politicamente cruciale, con le elezioni Europee e quelle Amministrative, che vedranno andare al voto la maggioranza delle province del Nord e numerosi capoluoghi.

Ma il 2009 che ci aspetta sarà un anno condizionato, purtroppo, dalla crisi economica internazionale che graverà anche su casa nostra, per cui dovremo impegnarci tutti, non solo nel Governo e nel Parlamento, ma anche, e soprattutto, sul territorio, sostenendo, aiutando e facendo sentire la nostra vicinanza alle famiglie, ai lavoratori, alle imprese e a tutti coloro che si trovano in difficoltà.

Mettiamocela tutta, perchè chi crede in una causa può superare ogni ostacolo.

Auguri a tutti voi e ai vostri cari per un Buon Natale e un felice 2009.

 

 

                                                                                         Roberto Calderoli

 

 

 

 

12月19日

Casole d'elsa

Il Partito Democratico spara a zero su “etica e morale”, ma sorge spontaneo domandarsi se i due Segretari – Meloni e Cavicchioli - leggono solo una parte della rassegna stampa regionale e nazionale, specialmente quella di questi giorni.
 
Dalle loro parole traspare, invece, la volontà di scaricare totalmente la colpa di quanto avvenuto in questi mesi a Casole d’Elsa sulla precedente Amministrazione comunale, ma costoro, forse, non si ricordano, magari volutamente, che Valentina Feti aveva ricoperto importanti incarichi nell’amministrazione guidata da quel Pii che oggi viene da loro indicato, in modo più o meno velato, come “sostenitore di associazioni più o meno trasversali”. Forse, per i due esponenti del PD, la Feti ed il partito di maggioranza dell’epoca (i DS) non erano a conoscenza di quali “fondamenta” si stavano “gettando” a Casole? Perché gli occhi del partito di maggioranza non si sono aperti molto prima? Perché adesso parlano tanto di “etica e morale”, ma non si domandano mai se a Casole vi è un rigoroso rispetto perlomeno della trasparenza degli atti?
 
 
Francesco Giusti
Segretario Provinciale Lega Nord - Lega Toscana
 
 
Siena, 19 dicembre 2008
12月13日

festa LEGA NORD TOSCANA

      LEGA NORD TOSCANA

 

 

Domenica 21 dicembre 2008 la Segreteria provinciale della Lega Nord di Siena, in collaborazione con la Sezione comunale di Casole d'Elsa, visto anche l'approssimarsi delle festività natalizie, organizza una Festa presso i locali del Bar Sport a Casole d'Elsa (via Casolani, 49), dalle ore 18.

Parteciperà il segretario provinciale Francesco Giusti.

 

Vi aspettiamo numerosi alla nostra apericena.

 

 

 

 

Quota di partecipazione € 10 

12月10日

riunione

si comunica che giovedi alle ore 21 e 30 nella sede della lega nord di casole d'elsa si terrà una riunione.
ordine del giorno
- festa del 21 dicembre.
- organizzazione
- elezioni comunali 2009
sono invitati tutti i soci e simpatizzanti
11月11日

appuntamenti

 

VENERDI' 14 NOVEMBRE 2008 - ORE 17

 

Sala delle Lupe - Palazzo Pubblico - Piazza Il Campo - Siena

 

PER UNA CITTA' PIU' SICURA

 

Incontro pubblico

 

con il Sottosegretario al Ministero degli Interni

 

SEN. MICHELINO DAVICO

 

ed il Parlamentare della Lega Nord Toscana

 

ON. LUCA RODOLFO PAOLINI

 

Partecipano: Mario Ascheri (Capogruppo Libera Siena); Loretana Battistini (Consigliere Provinciale Forza Italia); Marco Falorni (Capogruppo Impegno per Siena); Francesco Giusti (Segretario Provinciale Lega Nord); Agostino Milani (Consigliere Comunale AN); Pierluigi Piccini (Capogruppo La Mongolfiera).

 

Moderatore: Prefetto Vittorio Stelo.

11月6日

appuntamenti

Francesco GIUSTI
Segretario Provinciale di Siena
 
8 novembre (sabato): ore 16 - 20 incontro con la cittadinanza a SIENA (SI) retro Chiesa della Madonna delle Nevi
 
14 novembre (venerdì): ore 17 incontro pubblico "Per una Città più Sicura" a SIENA (SI) presso Sala delle Lupe, Palazzo Pubblico, Piazza "Il Campo"
 
Sen. Michelino DAVICO
Sottosegretario al Ministero degli Interni
 
14 novembre (venerdì): ore 17 incontro pubblico "Per una Città più Sicura" a SIENA (SI) presso Sala delle Lupe, Palazzo Pubblico, Piazza "Il Campo"
 
On. Luca Rodolfo PAOLINI
Commissario Federale per la Toscana
 
14 novembre (venerdì): ore 17 incontro pubblico "Per una Città più Sicura" a SIENA (SI) presso Sala delle Lupe, Palazzo Pubblico, Piazza "Il Campo"
 
10月30日

scuola

 
"Nelle piazze oggi - che l'ex Decreto "Gelmini" è già legge (!!!) - vediamo sfilare migliaia di studenti ed insegnanti purtroppo strumentalizzati dai sindacati e dalla Sinistra, con i giovani che sfilano contro se stessi per difendere uno status quo che li penalizza, vittime, come sono, di una scuola e di un'università che non funziona e che è malandata", afferma il Coordinamento provinciale del Movimento Giovani Toscani di Siena.
 
"Si protesta contro i tagli", continua l'MGT, "senza sapere che essi non sono contenuti nei provvedimenti licenziati definitivamente il 29 ottobre dal Senato, ma nel DPEF 2009 - 2011 del giugno scorso, già Legge e che non può certo essere sottoposto a referendum: evidentemente non è certo una cattiva idea istituire i corsi di educazione civica (come previsto dal Decreto Gelmini) non solo, però, per gli studenti ed i professori vetero sessantottini, ma anche per qualche politicante di Sinistra che siede in Parlamento".
 
"Il problema della scuola sono i 15 studenti per docente della Calabria, sono ancora il 20% di diplomati con 100/100, casualmente sempre calabresi. Chi manifesta, anche con le migliori intenzioni, finisce per difendere i privilegi di chi considera la scuola un ufficio di collocamento per le università meridionali", incalzano i Giovani Toscani.
 
Prosegue l'MGT: "Un altro dato: mediamente ogni studente del nostro Ateneo paga quasi 1700 euro annui in tasse universitarie mentre in Campania soltanto 400 euro. E' paradossale questa situazione a fronte della disparità nei finanziamenti statali agli atenei. Per questo, non solo siamo favorevoli alla trasformazione in fondazioni delle università, ma vogliamo che la scure dei tagli si abbatta sui baronati meridionali che drenano e sottraggono le risorse per il diritto allo studio dei nostri studenti".
 
Chiederemo sempre, a qualsiasi governo, di riconoscere, e quindi di porre fine, al razzismo culturale operato in tutti questi decenni dalla scuola pubblica ai danni degli studenti toscani.
 
 
Movimento Giovani Toscani - Siena
 
 
Siena, 30 ottobre 2008
 
Le “Farfalle Rosse”, rispondendo ad alcune nostre osservazioni, hanno voluto recentemente ricordare come l’occupazione sia “un elemento di protesta con un carattere politico ben preciso”, una “scelta che viene fatta coscientemente ed a fronte di una riflessione collettiva”, specificando, infine, che le occupazioni “non sono spazi di discussione acritici ma laboratori politico – culturali che partendo da una riflessione condivisa articolano una proposta e mettono in campo interessanti sperimentazioni”.
 
Un giornalista senese, vicino ai movimenti ed all’estrema sinistra, aveva infatti indicato l’Istituto Sarrocchi (da sempre “monopolio” delle Farfalle Rosse, ora anche dell’Uds), la cui occupazione è terminata martedì 29, come “buco nero” dell’attività di protesta studentesca, essendo la situazione molto caotica ed ricevendo  i corsi alternativi una partecipazione scarsissima.
 
Qui sotto, scovandoli su YouTube, messi liberamente all'attenzione del mondo da alcuni studenti dell'Istituto Sarrocchi, abbiamo voluto riunire alcuni classici esempi di quella che, secondo le “Farfalle Rosse” e l’Uds, sarebbe stata una forma di riflessione condivisa, sperando di far riflettere su questo argomento anche le famiglie dei ragazzi occupanti: dalla corsa dei carretti, alla musica a tutto busso, allo skateboard nei corridoi dell’istituto, al ballo e chi più ne ha più ne metta. A voi ogni commento, ricordando, tra l’altro, come sia stato proprio il Ministro Fioroni (Ministro della Pubblica Istruzione sotto il Governo Prodi) ad emanare, tra l’altro, un decalogo che vieta l’utilizzo dei videofonini nelle scuole e prevede severe sanzioni per chi ne fa uso. Auspichiamo, pertanto, che, per garantire la dignità dell'Istituzione scolastica, il Dirigente del "Sarrocchi" abbia l'accortezza di prendere, in tempi rapidi, i dovuti provvedimenti disciplinari nei confronti degli studenti ritratti nei video e di coloro che hanno realizzato i filmati: la scuola - anche se occupata - non può e non deve essere un bordello. 
 
 
(Attività pseudoginniche, con uno studente che viene lanciato a mo' di capriola in aria in un'aula dinanzi ad alcuni compagni compiaciuti...)
 
 
("Assemblea" a mo' di discoteca, con tanto di "ballerini" che si esibiscono in mezzo ai presenti, con musica altissima...)
 
 
(Corsa dei carretti sulla passerella per disabili...)
 
 
(Ancora corsa dei carretti sulla passerella per disabili...)
 
 
(Uno "studente" gioca con due bacchette ed un volano, mentre gli amici chiedono "le donazioni" a chi lo guarda...)
 
 
(Skateboard lungo i corridoi...)
 
 
Movimento Giovani Toscani - Siena
 
10月27日

poggibonsi

 
 
 
Mercoledì abbiamo richiesto, come indicatoci sul sito dell'Unione degli Studenti di Siena, di poter tenere un confronto all'interno delle scuole attualmente occupate dagli studenti su varie tematiche, all'ordine del giorno nell'agenda politica nazionale. Dalla cosiddetta "riforma Gelmini", alla sicurezza, all'immigrazione, alle classi ponte.
 
Abbiamo contattato, ad esempio, i rappresentanti dell'UdS di Sarrocchi, Liceo della Formazione e Classico (dove comunque è stato di fatto impedito a chi era favorevole alla riforma di parlare), vale a dire quasi tutte le scuole di Siena occupate delle quali siamo riusciti a trovare un contatto dei rappresentanti dell'UdS.
 
Ad oggi, ci ha invitato ad un incontro solamente il Galilei, che non è occupato e che venerdì ha organizzato una giornata di dibattiti sulla cosiddetta "riforma" di scuola ed università.
 
Evidentemente, su questi argomenti, si vuole far sentire agli studenti un'unica voce, un'unico pensiero. Questa, purtroppo, è la verità.
 
In particolare, ci pare interessante quanto riportato su un quotidiano online della nostra Provincia da un attento giornalista senese, da sempre vicino al mondo dei Movimenti e della Sinistra, che ha fatto una disamina della situazione delle occupazioni: "bene il Liceo classico e il Liceo della formazione" e "bene lo Scientifico Galilei", con il Sarrocchi, da sempre "covo" di UdS e Farfalle Rosse, definito "buco nero" della protesta studentesca, grazie ad una situazione caotica, con un'occupazione che non è altro che una scatola vuota, con i corsi alternativi che nulla hanno a che fare con i problemi della scuola e delle università e che oltretutto registrano una partecipazione scarsissima, con la maggior parte dei ragazzi che giocano a pallone nei piazzali della Scuola o si dedicano ad altre attività più ludiche.
 
Anche al Bandini abbiamo potuto constatare in presa diretta come gli studenti si siano dimostrati più interessati a svolgere attività che nulla hanno a che vedere con le tematiche dell'istruzione, organizzando nella mattinata di venerdì un "torneo di briscola" anziché partecipare ad un dibattito sui problemi della scuola.
 
Questa situazione è intollerabile: la scuola per troppi ragazzi non è più un valore. Il Movimento Giovani Toscani, pertanto, reputa opportuno che, dinanzi ad episodi come quelli avvenuti al Sarrocchi ed al Bandini, i dirigenti scolastici contrari all'occupazione (come, ad esempio, ha dichiarato pubblicamente Emanuela Pierguidi, Preside proprio del Sarrocchi, che, pur condividendo i motivi della protesta, ha auspicato un dialogo più costruttivo) si attivino, in tempi rapidi, assieme alle famiglie degli occupanti (alle quali rivolgiamo un accorato appello alla ragionevolezza), specialmente se minori di 18 anni, per far sì che gli studenti si smobilitino e cessino quella che si va configurando solo come una vacanza decisa da quei "soliti pochi" che, così facendo, rallentano il corso di studi dell'intera popolazione scolastica. La contrarietà a certe proposte - lo ribadiamo - non si manifesta occupando, ma proponendo qualcosa e realizzando dibattiti bipartisan e non faziosi, nel perfetto spirito che dovrebbe animare il mondo scolastico. Questo, purtroppo, in queste realtà sopra citate, nessuno lo sta facendo.
 
 
Movimento Giovani Toscani - Siena
 
 
Siena, 25 ottobre 2008
 
10月24日

poggibonsi

 
Da martedì 21 gli studenti hanno iniziato l'occupazione del Polo tecnico della Val d'Elsa, formato dagli Istituti Roncalli e Sarrocchi di Poggibonsi, impedendo il normale svolgimento delle lezioni in entrambi i plessi di cui è composta la scuola ed occupando fisicamente il plesso Sarrocchi.
 
Durante la mattina di giovedì, come riportato anche sulla stampa, su invito degli occupanti si è presentato il Sindaco di Poggibonsi, Rugi, il quale ha parlato con gli studenti in agitazione senza che sia stata comunicata la sua presenza al "padrone di casa", ovvero al Dirigente scolastico.
 
Ci si chiede, dunque, se questo sia il modo di "interloquire tra le Istituzioni". Senza entrare nel merito delle posizioni politiche, è giusto soffermarci sul fatto che un rappresentante delle Istituzioni - e come tale di tutte le componenti della collettività - possa presentarsi ad avallare con la sua presenza una situazione di palese illegalità, come quella che si verifica in una scuola occupata.
 
Ci si chiede, inoltre, come giudicare quella persona che entra in casa altrui (in questo caso una scuola), senza alcun preavviso e senza neanche farsi vedere dal Dirigente.
 
Il commento a tale episodio è molto amaro: si usano le scuole da parte di altre Istituzioni come terra di nessuno, come se non esistesse una normativa. E' questo uno stato di diritto oppure no?
 
Ci si domanda, poi, che tipo di rapporti ci possano essere tra Istituzione scolastica e territorio, quando ci si ricorda della scuola solo in alcuni momenti di "non scuola", che si prestano facilmente a qualsiasi tipo di strumentalizzazione.
 
 
Lega Nord - Lega Toscana Poggibonsi
 
 
Poggibonsi, 24 ottobre 2008

la famosa riforma Gelmini 2° parte

La media

5

dei paesi più industrializzati è di 1 docente ogni 13 alunni; il Centro

Sud è su livelli a dir poco inaccettabili (1 ogni 9); il Centro Nord è

invece in linea con i dati OCSE, salvo rendersi conto che i nostri

studenti sono purtroppo pagati male (neppure 30 mila Euro all’anno

lordi contro i 50 mila della Germania), con il risultato di un corpo

docente poco motivato, purtroppo poco rispettato dagli studenti,

ma anche dai genitori. Nella scuola, in Italia, ci sono 1 milione e

350mila dipendenti pubblici: troppi!

In più, in Italia, per assurdo abbiamo più bidelli (167mila) che

Carabinieri (118mila), eppure le pulizie sono appaltate ad aziende e

cooperative esterne, con un notevole aggravio dei costi.

Il Governo vuole insegnanti più preparati e pagati meglio, perché il

30% dei risparmi che deriveranno da una migliore organizzazione

della scuola saranno utilizzati per aumentare gli stipendi,

premiando chi fa formazione e raggiunge i risultati: meno

insegnanti, ma più preparati e più stipendiati.

In più, non è vero che il Governo non pensa ai precari, perché

questo Governo ha riaperto le graduatorie di insegnamento anche

per il 9° ciclo delle Scuole di specializzazione per l’insegnamento

alle superiori, che invece il Governo Prodi aveva escluso.

Quali saranno le regioni più penalizzate? Quelle del Centro Sud,

quindi la cosa, a noi toscani, tange veramente poco. E’ razzismo,

questo? No, è una cosa giusta e logica, perché le Regioni del Sud,

anche nella Scuola, non sono certo quelle più virtuose.

Per quanto riguarda la paventata chiusura delle scuole di

montagna, voglio ricordare innanzitutto che in Italia ci sono 10.000

classi con meno di dieci alunni e che il piano programmatico del

Governo prevede il “progressivo superamento delle attuali

situazioni relative ai plessi e a sezioni staccate con meno di 50

alunni”, ma specifica che ciò riguarda “territori non ubicati nelle

comunità montane”: pertanto le scuole con meno di cinquanta

alunni saranno chiuse laddove la densità dei plessi scolastici è tale

da poter garantire un’adeguata fruizione dell’obbligo scolastico e

6

questo avviene in pianura ed in città, ma non certo in montagna.

Inoltre, le scuole con meno di 500 studenti vedranno un

accorpamento degli amministrativi (come le segreterie) e delle

dirigenze, ma non degli studenti e questo, lo ripeto, non in

montagna: questo era previsto dalla legge del solito Bassanini,

Ministro del Governo D’Alema dieci anni fa e questo, soprattutto,

non toccherà né i Comuni né le Province del Centro Nord dove la

realtà è già di per sé razionalizzata.

Non è infine vero che verranno tagliati gli insegnanti di sostegno,

perché né il decreto né il piano programmatico parlano di riduzione

degli insegnanti di sostegno: 1 ogni 2 alunni diversamente abili è

una proporzione scritta nella Finanziaria 2007 del Governo Prodi.

93.000 sono adesso, 93.000 resteranno in futuro.

Due le proposte aggiuntive della Lega al Decreto Gelmini: a) basta

con gli insegnanti che arrivano da altre Regioni, passano davanti ai

residenti e chiedono il trasferimento magari dopo qualche mese

vicino a casa. Grazie al nostro impegno, le graduatorie per la

Scuola primaria sono formate su base provinciale e non nazionale.

In Italia si spendono 43 milioni di Euro di telefonate per le

supplenze ed i Dirigenti scolastici sono costretti a chiamare persone

che abitano lontanissimo dal luogo di ubicazione della scuola e che

non risponderanno mai alla richiesta di una supplenza per pochi

giorni e lo deve fare per legge (nelle graduatorie la nostra Provincia

è la peggiore di tutto il Centro Nord in quanto a corpo supplente

proveniente da altre Province e Regioni di residenza); b) le

cosiddette classi – ponte, che non sono altro che classi che servono

per favorire l’inserimento di studenti stranieri che non conoscono la

lingua italiana e che avrebbero difficoltà ad essere inseriti nella

Scuola e a socializzare con i compagni di classe

Per quanto riguarda l’Università – che non è toccata dal Decreto

Gelmini, quindi chi chiacchiera lo fa sul nulla – occorre ricordare che

il 50% degli iscritti nel nostro Paese non si laurea e dopo il primo

anno di Università si registra un grande abbandono. L’Italia ha

meno laureati del Cile e non c’è un’Università italiana tra le prime

7

150 del mondo. Ci sono 37 corsi di laurea con 1 solo studente. 327

Facoltà non superano i 15 iscritti. In Italia abbiamo 5.500 corsi di

Laurea e più di 300 sedi distaccate che non fanno ricerca e che

sono ubicate in punti non strategici. L’Università di Siena ha sedi

distaccate in Provincia di Siena (Colle, in via di chiusura, e

Montepulciano), Arezzo, Grosseto e Montevarchi: il nostro Ateneo

ha da sempre sposato questo tipo di politica. Peccato che ora abbia

più di 150 milioni di Euro di debiti con il Fisco, assieme ad altre

quattro Università italiane che sono quelle nelle quali si protesta

maggiormente: i nostri Rettori espressione del PD locale, se si fosse

stati in un’azienda privata, sarebbero stati tutti licenziati in tronco.

Si sono moltiplicate le cattedre ed i posti per i professori

universitari, senza tenere conto delle reali esigenze dei ragazzi,

aumentando in maniera inaccettabile la spesa: 170.000 sono le

materie insegnate, contro una media europea di 90.000. Nel 2001 i

corsi di laurea erano 2.444, oggi sono 5.500. I ragazzi sono

sottoposti ad un carico di lezioni che è il triplo rispetto alla media

europea e questo solo per trovare una giustificazione a corsi fatti

solo per dare cattedre. Negli ultimi 7 anni sono stati banditi

concorsi per 13.200 posti da professore associato, ma i promossi

sono stati 26.000: nel 99% dei casi sono stati promossi senza posti

disponibili, facendo aumentare i costi di 300 milioni di Euro.

Non si può, sull’Università, ripetere gli errori del passato. Nessuno,

ad esempio, ha il coraggio di dire che un professore ordinario (il

massimo livello della carriera accademica) diventa tale a circa 50

anni e va sempre più tardi in pensione, con i giovani costretti a fare

la fila. I ragazzi dell’UDU, gli universitari che protestano sono solo

le vittime di chi li ha privati del loro futuro.

C’è chi parla di scomparsa dell’università pubblica. L’art. 16 del DL

testualmente dice: “In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione,

nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica,

organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono

deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato.

La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a

maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro

8

dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il

Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a

decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione

della delibera”. Il passaggio è dunque facoltativo e serve la

maggioranza assoluta dei rappresentanti del Senato accademico,

cioè il Consiglio d’Amministrazione dell’Ateneo: è quindi molto

difficile che una decisione di questo tipo venga presa senza fondati

motivi e di fatto ne sono escluse tutte le gradi università.

E’ vero che vi sono dei tagli all’Università: un taglio dei contributi

dell’1% per il 2009, taglio, questo, che crescerà negli anni fino a

raggiungere il 7,8% nel 2013. Questo non è certo piacevole, ma, in

un ambito di razionalizzazione della spesa e di ristrutturazione del

sistema, appare indispensabile.

In sostanza, il Governo ha cercato disperatamente di reperire delle

risorse dal fronte scuola per far quadrare i conti, ma spera con la

riforma di abbattere i costi per poi cancellare i tagli o perlomeno

renderli indolori. Si tratta comunque di cifre troppo esigue, almeno

nell’immediato, per provocare quell’apocalisse del passaggio al

privato che molti evocano.

“Un’opposizione seria non può fare la guerra a misure che essa

stessa ha voluto”: non lo dico io, lo dice un signore che si chiama

Franco Bassanini su “Il Corriere della Sera” del 14 ottobre. Adesso,

quella che un tempo era maggioranza nel Paese, scende in Piazza,

come avvenuto ieri a Siena, per criticare dei provvedimenti che lei

stessa ha voluto e che in due anni di Governo Prodi non ha mai né

contestato né modificato.

Ma ricordiamo anche le parole del Presidente Napolitano, già

esponente di spicco del Partito Comunista: “Per avere un’Italia

migliore abbiamo bisogno di una scuola migliore, le condizioni del

nostro sistema scolastico richiedono scelte coraggiose di

rinnovamento: non sono sostenibili posizioni di pura difesa

dell’esistente”. E sul maestro unico: “…è necessario ridurre a zero

nei prossimi anni il suo deficit pubblico e per incidere sempre di più

sul debito accumulato nel passato nessuna parte sociale e politica

può sfuggire a questo imperativo”. “Ed esso - avverte ancora

 

 

la famosa riforma Gelmini ecco cosa dice 1° parte

 

 

All’interno della scuola, in Italia, si spende come negli altri paesi

europei, ma il nostro Paese è all’ultimo posto nelle graduatorie

dell’OCSE, l’organizzazione internazionale dei paesi più

industrializzati: un tempo eravamo secondi. Qualcosa,

evidentemente, non funziona.

Per il Governo, al centro della Riforma vi devono essere i ragazzi e

la loro richiesta di una scuola di qualità: è su questo binario che si

indirizzano i provvedimenti tanto criticati.

Partiamo da quanto previsto dal Decreto Gelmini, il 137/08, che

contiene in tutto sei articoli.

Quelli che interessano le superiori sono gli articoli 2 (che introduce

il voto in condotta) e 5 (che dà la possibilità di adottare per cinque

anni i libri di testo, che potranno essere scaricati anche da

Internet). Gli altri, li citiamo solo per conoscenza, riguardano: l’art.

1 l’istituzione da quest’anno scolastico di corsi per i docenti su

“Cittadinanza e costituzione”; l’art. 3 riguarda invece le medie e vi

introduce la votazione in decimi (il sistema - scuola fuoriuscito dal

fervore ideologico sessantottino si era deciso di mutare i voti in

giudizi perché meno traumatici nei confronti dei bambini/ragazzi.

Uno spiazzamento generale si levò tra gli insegnanti quando ciò

avvenne e furono continue domande ai professori. “Cosa vuol dire

più che discreto? A che voto corrisponde il buono? Grazie per il

distinto, ci tenevo a presentarmi bene, ma l’interrogazione com’è

andata?” Gli insegnanti erano esasperati. Ora si torna alla

chiarezza, anche se alle elementari il giudizio accompagnerà ancora

il voto); l’art. 4 riguarda l’introduzione del maestro prevalente, dal

prossimo A.S., nella scuola primaria e l’ampliamento dell’offerta

pomeridiana, punto, questo, che analizzerò in fondo; infine, l’art. 6

prevede l’equiparazione della Laurea in Scienze della Formazione

primaria all’esame di Stato per la scuola dell’infanzia e quella

primaria.

Analizziamo gli art. 2 e 5.

2

Sul voto in condotta, bisogna innanzitutto ricordarsi – qui sembra

che qualcuno se ne sia scordato – dei fatti di cronaca che sono stati

riportati dai quotidiani e dai blog su Internet lo scorso anno

scolastico e che sono avvenuti all’interno delle scuole. Allora, tutti

erano pronti a chiacchierare, a prendere posizione, ma nessuno, in

concreto, faceva nulla. Finalmente, ora, si fa qualcosa in tal senso.

Chi si comporta a scuola come se fosse il classico bullo, allora sarà

bocciato: così sarà riaffermata una cultura dei diritti, ma anche dei

doveri, perché i nostri giovani capiscano fin dalla scuola che

esistono delle regole che devono essere rispettate.

Non si boccerà, infatti, con il 7 in condotta! Questo avverrà solo in

casi estremamente gravi (come il bullismo, il teppismo, la violenza

sessuale all’interno della scuola) si può (ripeto: si può) essere

bocciati con il 5 in condotta, ma perché questo possa essere

credibile ci dovrà essere il consenso ed il via libera del Consiglio di

Istituto e dell’intero Consiglio di Classe.

La Sinistra ha poi criticato il provvedimento sull’adozione per cinque

anni dei libri di testo, che prevede la possibilità di scaricarli anche

da Internet e che, valendo per cinque anni, non necessitano di

essere cambiati tutti gli anni. E’ un provvedimento negativo,

questo, o più che fare gli interessi delle famiglie si vogliono fare

quelli delle case editrici? A noi, francamente, interessa fare gli

interessi delle famiglie, specialmente in un periodo di crisi

economica come questo, evitando il lucroso mercato degli

aggiornamenti, che spesso costringeva gli alunni a cambiare il testo

ogni anno solo perché vi erano state introdotte piccole modifiche.

L’introduzione nella Scuola primaria del Maestro prevalente non è

certo una novità per il nostro Paese: chi ha più di 30 anni si ricorda,

infatti, del Maestro Unico. L’anomalia, tutta italiana, sono i tre

maestri per alunno, che, tra l’altro, quando venne introdotta vide la

Sinistra ed i Sindacati schierati con forza contro l’innovazione!

Occorre sottolineare che chi ha iniziato quest’anno la scuola

Primaria protesta contro il nulla, perché la novità andrà in essere

dal prossimo anno scolastico. Verranno mantenuti gli insegnanti di

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religione, inglese ed educazione fisica e, non scordiamocelo, gli

insegnanti delle elementari sono abilitati all’insegnamento con

un’unica classe di concorso proprio perché possono insegnare tutte

le materie. Questo provvedimento va comunque ad inserirsi nel

cambiamento richiesto dall’UE per arrivare al pareggio di bilancio

nel 2011 e che è stato garantito all’UE dal Governo Prodi e dal

Ministro Padoa Schioppa: per farlo, due erano le alternative, o si

aumentano le tasse o si taglia la spesa pubblica. E’ questa la strada

che è stata scelta dal Governo.

Allo stesso tempo, il Governo ha deciso di tagliare le compresenze

degli insegnanti ed il tempo pieno della Scuola primaria non verrà

tagliato, ma addirittura potenziato laddove è necessario e le

famiglie potranno scegliere tra 24, 27, 30 e 40 ore settimanali di

lezione, tenendo conto delle esigenze dei genitori, sulla base del

personale docente disponibile.

In 5 anni ci saranno quasi 4.000 classi in più con il tempo pieno e,

con la media di 21 alunni per classe, in cinque anni decine di

migliaia di alunni in più avranno il tempo pieno: grazie

all’introduzione del maestro prevalente ed all’eliminazione delle

compresenze ci saranno più maestri per aumentare il tempo pieno.

Gli alunni saranno in media 18 per classe e potranno al massimo

arrivare a 26.

Inoltre, quando nel nostro Paese era in vigore il cosiddetto maestro

prevalente, l’Italia era al secondo posto della graduatoria dei paesi

OCSE. Oggi, invece, tutti i paesi hanno una qualità della scuola

nettamente superiore alla nostra e tutti questi paesi hanno un

maestro prevalente: qualcosa vorrà pur dire!

Alle Medie inferiori, inoltre, l’insegnamento della lingua straniera, se

richiesto dalle famiglie, sarà potenziato a ben cinque ore

settimanali: 3 ore di inglese più 2 ore di una seconda lingua

comunitaria sostituita all’inglese, se richiesto dalle famiglie.

Questo per quanto riguarda il Decreto Gelmini.

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Quest’ultimo provvedimento va poi ad incastrarsi con il Decreto

legge 112 del 25 giugno 2008, recante “Disposizioni urgenti per lo

sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la

stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”.

Sui cosiddetti tagli, è opportuno ricordarvi che i provvedimenti presi

dall’attuale Governo – che non sono contenuti nel Decreto Gelmini,

ma nel DPEF approvato lo scorso luglio – sono gli stessi che sono

stati previsti, né più né meno, dal “Libro bianco sulla scuola” scritto

da Padoa Schioppa, Prodi e Fioroni, tre Ministri del Governo Prodi, il

“governo amico” del Partito Democratico, di Rifondazione comunista

e della CGIL. Il Governo Prodi aveva concordato con l’Unione

Europea di raggiungere, come richiedeva appunto la stessa UE, il

pareggio di bilancio nel 2011; tra i vari provvedimenti di Prodi, vi

era anche la razionalizzazione dei costi per la Scuola. Per assurdo,

insomma, il PD sta manifestando contro se stesso.

I paventati licenziamenti non sono altro che il blocco del turnover:

l’80% di chi va in pensione non sarà rimpiazzato. Ciò si rende

dunque necessario per rimettere in sesto i conti della scuola

pubblica che allo stato attuale costa al contribuente una cifra

spaventosa, ma non, si noti bene, per farla funzionare al meglio,

bensì per finanziare un caravanserraglio in cui oltre il 96% delle

risorse va a finire in stipendi! E questo spesso a fronte di classi e

corsi con un numero di studenti risibile. Non sono invece previsti

licenziamenti anche perché, ricordiamolo, la Pubblica

amministrazione non può licenziare senza giusta causa (e quasi

sempre neanche in quest’ultimo caso!).

Di queste 87.000 mancate assunzioni, 11.000 sono già in vigore da

più di dieci giorni e come conseguenza di quanto deciso dal

Governo Prodi.

La Sinistra ed i Sindacati hanno trasformato la nostra scuola

pubblica in uno stipendificio: abbiamo 200 mila insegnanti più che

in Germania (che ha 20 milioni di abitanti più dell’Italia).

comunicato stampa per gli studenti

Anche quest'anno non è mancato l'appuntamento con le occupazioni: sono gia quattro gli istituti che domani oblligheranno i propri studenti a rallentare il proprio corso di studi per colpa di pochi.... I SOLITI POCHI....

Ogni anno, che sia per la riforma Moratti, Fioroni o Gelmini non importa, le frange estremiste della Sinistra sono sempre pronte, impazienti di trovare qualsiasi escamotage per attaccare il Governo, lo Stato e ribadire le loro idee anarchiche.

L'ondata di occupazioni che si sta espandendo in tutta Italia è la prova di come la Sinistra, visti i fallimenti alle ultime politiche, stia riproponendo un'avvenimento ormai troppo conosciuto, quello del 1968.

Ci lamentiamo perchè i nostri giovani sono sempre più violenti, non hanno voglia di lavorare e quant'altro, e poi ci domandiamo il perchè di tutto questo??? Ebbene la risposta ve la stanno proponendo oggi le frange estremiste della Sinistra, i figliocci del PD; coloro che insegnano ai giovani che nella vita ci sono diritti su diritti, ma allo stesso tempo insegna che lo Stato è l'ostacolo a questi diritti; ma peggior cosa è che non insegnano che ci sono diritti se ci sono anche doveri.

Siamo dispiaciuti che anche nella nostra piccola realtà stiano avvenendo certi episodi, sopratutto che alcuni Dirigenti Scolastici permettano certi avvenimenti, consapevoli anche loro che l'occupazione per legge è un reato.

Nella mattinata di venerdì, il Liceo Scientifico di Siena "Galilei" ha scelto un modo più civile, più responsabile ed educato per affrontare e conoscere ciò che sta succedendo. Domani presso l'Aula Magna del Galilei si aprirà un dibattito sulla riforma Gelmini, durante il quale i vari schieramenti politici avranno un proprio rappresentante e gli studenti applicheranno il loro diritto, quello di conoscere e solo allora potranno davvero valutare cio che stanno facendo. Penso che sia vergognoso incontrare manifestazioni con bambini ingenui di ciò che stanno facendo e genitori troppo affezionati al 68, una roba di 40 anni fa!

Siamo stanchi, la riforma della scuola va fatta ed al più presto, ma i disaccordi rispetto a questa riforma non si manifestano occupando gli edifici scolastici, ma proponendo nuove riforme e dialogo al Paese. Questa è democrazia! I giovani estremisti, i loro genitori nostalgici e qualche insegnante nostalgici del '68, si ricordino che la scuola prima di essere un diritto è un obbligo.
 
 
Movimento Giovani Toscani Siena
Massimo Leone
 
 
Siena, 23 ottobre 2008
 
10月22日

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In occasione della Scuola Politica Federale del MSP e del MUP, a Milano la scorsa domenica 19 ottobre, il Segretario provinciale di Siena della Lega Nord, Francesco Giusti, grazie all'interessamento del Coordinatore federale dei Giovani Padani, On. Paolo Grimoldi, ha potuto consegnare al Ministro Gelmini un dossier sulla situazione finanziaria dell'Università di Siena. Ricordiamo, infatti, che la Lega Nord, seguita poi da Forza Italia ed Alleanza Nazionale, ha presentato in Parlamento, nei giorni scorsi, un'interrogazione contenente la richiesta dell'invio di un'ispezione ministeriale per verificare la situazione finanziaria all'Ateneo cittadino ed appurare con certezza tutte le responsabilità gestionali, presenti e passate.

 

Tra l'altro, nel suo intervento davanti agli studenti leghisti, il Ministro Gelmini ha fatto riferimento alla "vergogna" delle Università in grave dissesto finanziario, dicendo che è giunta l'ora di "dire basta" a situazioni come queste. Il Deputato Grimoldi, a quel punto, ha preso la palla al balzo per ricordarle la situazione di Siena, della quale, peraltro, il Ministro Gelmini era ampiamente a conoscenza.

 

 

Lega Nord - Lega Toscana

Segreteria Provinciale di Siena

 

 

Siena, 21 ottobre 2008